WE HAVE A DREAM…

 

 Raccogliamo qui le riflessioni, gli spunti, le convinzioni che sono maturate in questi anni di intensa attività: sono ‘il sogno’ (dream) che ci anima e ci sostiene nella fatica organizzativa.

 

• La Festa dei Popoli potrebbe essere chiamata ‘filosoficamente’ la Festa dell’ALTERITA’ , la celebrazione del DIVERSO CHE ATTIRA, piace, soddisfa e … in forma del tutto positiva mi mette in gioco e mi spinge a sentirmi “altro” da ciò che sono normalmente. Come ci sono forme di arte (la musica!) o di contatto con animali con valenza terapeutica (Pet-terapy, ippoterapia), sono profondamente convinta che questa Festa ha una grande valenza ‘terapeutica’ nella società attuale, dove le paure, le tensioni, diciamo anche le “lotte tra poveri” possono farci degenerare in società chiusa e razzista. L’importante è cogliere la ‘chance’ che tale festa dà, e approfittarne in maniera saggia per gettare semi di scambio, di cultura, di conoscenza…

(Paola Vismara- coordinatrice dell’evento)

 

• La Festa dei Popoli è una ‘esplosione’ di colori, di profumi, di odori e sapori, ogni nazionalità partecipante può rivestire quegli abiti tradizionali che lo “ri-creano” come persona carica di una cultura specifica, che è sua propria e non di altri…ma nell’insieme ognuno riceve il riconoscimento in quanto “altro” diverso nel senso positivo di “ricchezza della diversità”. (Paola Vismara)

 

• La Festa dei Popoli è occasione di INCONTRO (senza neppur pensare che diventi scontro!) quindi portatrice di relazioni : da far nascere o da far crescere, occasione per essere sé stessi autenticamente e senza paura dell’altro in quanto si da per compito specifico quello di “essere altro in pienezza”. (Paola Vismara)

 

L’Umanità intera sarebbe certamente più povera se dilagasse l’uniformità più piatta e assoluta! Ma nella Festa dei Popoli , le danze, le musiche, le poesie, le sfilate di abiti tradizionali, giochi e attività tipici di vari Paesi, cibi/specialità, la mostra a pannelli: “Tutti per UNO, UNO per tutti” (personaggi di ogni Paese che hanno contribuito all’arricchimento culturale dell’umanità) hanno sicuramente stimolato nel pubblico e nei partecipanti il riconoscimento del fatto che ogni cultura è portatrice di grandi valori e grandi ricchezze. (Paola Vismara)

 

• Per noi responsabili scout, la partecipazione alla Festa ha avuto come ogni nostra attività, una valenza educativa per i nostri ragazzi ed in particolare questi erano gli obiettivi che ci eravamo posti:

- far vivere ai ragazzi un'esperienza di servizio alla cittadinanza;

- entrare in contatto con una realtà multietnica bolzanina;

- collaborazione fra ragazzi della diverse associazioni Scout (Cngei ed Agesci) esistenti a Bolzano.

 

Direi che, senza dubbio, tutti questi tre obiettivi sono stati raggiunti pienamente e quindi al di là dell'aspetto strettamente legato alla festa in quanto tale, per noi l'attività è pienamente riuscita. (…) Abbiamo potuto verificare come ai bambini basti poco per divertirsi, a prescindere dalla lingua che parlano e dal colore della loro pelle. …mi piace pensare che anche se in piccolissima parte possa aver contribuito al grande successo di tutta la festa.

… Quest'evento è sicuramente un appuntamento imperdibile per la Città di Bolzano. 

(Valter - adulto capo scout AGESCI)

 

"Qualsiasi atto o voce geniale viene dal popolo e va a lui, di fronte o trasmessa” (“TODO ACTO O VOZ GENIAL VIENE DEL PUEBLO Y VA HACIA EL” Cèsar Vallejo), questa è la maniera migliore per poter spiegare il significato della “Festa dei Popoli” a Bolzano. Ogni manifestazione nella quale ci sia una massiva partecipazione popolare trasmette sentimenti ed emozioni profonde, ed è questo ciò che capita a Bolzano con la Festa dei popoli. La seconda edizione di questa importante manifestazione, per il suo significato e per il messaggio che si vuole trasmettere, ha avuto come giornate conclusive, il 9 e 10 Giugno 2012; dico conclusive, perché la “Festa dei Popoli” dura ben nove mesi, per tutto il lavoro che si svolge, in tutto questo periodo di tempo, nella sua organizzazione sia da parte del comitato organizzatore come da ogni comunità in essa coinvolta.

Noi Peruviani ci sentiamo onorati di essere parte di questa gran famiglia e rinnoviamo l’impegno a continuare a dare il nostro contributo per farla crescere e migliorare, un po’, ogni volta.  

Per quanto riguarda la comunità peruviana, posso dire che c’è stato un arduo lavoro di coordinamento sia con il gruppo di danza, come con il gruppo gastronomia e lo stand espositivo, dello stesso modo con gli altri gruppi che sono intervenuti in questo grande evento multiculturale. Quest’anno il Perù è stato rappresentato da, circa, una cinquantina di persone, le quali, abbiamo preso l’impegno di far parte della nostra Ambasciata Culturale e nel modo più responsabile possibile abbiamo portato avanti questo compito importante sia con la nostra patria che con la comunità che ci ospita. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere della partecipazione del nostro Console Generale del Perù a Milano, il quale si è sentito molto soddisfatto e contento della buona riuscita della nostra rappresentanza.   (Pedro Rincòn – coordinatore per il Perù)

 

La Festa dei popoli è una grande occasione per coinvolgere il mondo associativo – sia di immigrati come di autoctoni, e quelle ‘miste’- nella realizzazione di un evento che mette in luce ed in stretta cooperazione le “forze accoglienti”. Infatti, associazioni e vari gruppi operanti sul territorio sono stati invitati e la loro collaborazione è stata ben visibile ed apprezzata.

Sono infatti numerosi coloro che credono nel futuro di una società pluriculturale / interculturale, e la loro unità costituisce una forza non indifferente che va valorizzata: la loro unità nel perseguire un obiettivo comune potrà incidere sempre più in modo positivo sulla trasformazione della società.

Esempi nel 2012: - coinvolgimento del Laboratorio protetto “HANDS”( che accoglie persone con problemi di alcolismo: tra le fasce di popolazione che vivono un particolare disagio ed emarginazione si trovano anche gli immigrati); - presenza attiva dei Profughi, ospitati al Centro di via Macello. …un coinvolgimento-segno…che speriamo riproporre anche negli anni successivi, con un’attenzione particolare a chi vive “ai margini”. (Paola Vismara)

 

 

Spesso mi chiedo perché Gesù, figlio di Dio fattosi Uomo-Persona, abbia dato così tanta importanza alla “festa”, al ritrovarsi nel ‘banchetto’ “nella casa degli amici” di Betania…episodi della sua vita pubblica, parabole e miracoli…nonché l’EUCARISTIA si svolgono “nella festa”: la parola o concetto ‘festa’ è presente nei 10 comandamenti ( c’è da chiedersi se dovrebbe essere inteso solo come il “santificare” la festa con la Messa domenicale o il comandamento ha un significato più profondo!!!). Per troppi secoli la morale cattolica ha cancellato il senso vero della festa, della danza, del mangiare e brindare insieme… Sono convinta che Dio vuole la festa perché è quella dimensione dove la persona è libera di essere se stessa ( non ha i legami e i doveri del lavoro, non ha ritmi decisi da altri per la produttività) … non dimentichiamo che per liberare il Popolo d’Israele dalla tirannia del Faraone d’Egitto, Dio ha ordinato a Mosé di portare il popolo nel deserto… voleva dire interrompere i loro ritmi lavorativi di schiavitù!!!

Chi vuol fare festa, anche se vive nella ristrettezza, vuol concedersi qualcosa in più –es: cucina/vivande- vestiti/eleganza- doni-profumi-decorazioni…tutto questo è intensamente vissuto nei paesi detti ancora ‘poveri’ ma che ci insegnano come si fa davvero ‘festa’!

L’impegno della Chiesa locale – caratterizzata anche da una forte spinta al dialogo ecumenico e interreligioso – nell’organizzare la Festa dei Popoli, è un ‘segno dei tempi’ da non sottovalutare!

(Paola Vismara- incaricata diocesana per la Pastorale Immigrati nella diocesi di Bolzano-Bressanone)